E indovina un po’? Nella Bibbia, ci sono donne che, pur senza il “titolo” ufficiale, hanno avuto ruoli di leadership incredibili e un’influenza spirituale enorme. Andiamo a vederle!
Cloe
Paolo nelle sue epistole menziona o fa riferimento a diverse donne, molte delle quali ricoprivano ruoli di leadership nella chiesa e servivano il Vangelo con lo stesso impegno degli uomini. Un esempio interessante è Cloe, che viene citata nella prima lettera ai Corinzi.
Infatti, fratelli miei, mi è stato riferito da quelli di casa di Cloe che tra di voi ci sono contese (1 Corinzi 1:11).
Notiamo come Paolo si riferisca a Cloe in modo significativo: “mi è stato riferito da quelli di casa di Cloe” questo suggerisce che lei avesse una certa autorità e rispetto all’interno della comunità cristiana di Corinto. Le informazioni che arrivavano dalla sua casa venivano prese sul serio.
In altre parole, Cloe non era solo una donna di riferimento, ma probabilmente ricopriva una posizione di rilievo, gestendo una chiesa domestica a Corinto.
Priscilla
Poi c’è lei, l’amica di Paolo. Amica perché il legame che li univa andava oltre la semplice collaborazione: erano co-lavoratori nel Vangelo. Paolo la considerava una partner indispensabile, tanto da chiamarla frequentemente con il diminutivo Priscilla anziché con il nome completo Prisca.
Questa donna non era solo una compagna di viaggio, ma una che ha lasciato un’impronta indelebile nel ministero cristiano. Con suo marito Aquila, ha avuto un ruolo fondamentale nel fondare e guidare le prime chiese.
Ad esempio, nel suo saluto a Roma, Paolo non solo riconosce la sua dedizione, ma sottolinea quanto fosse vitale per il suo ministero:
Hanno rischiato la loro vita per me (Romani 16:3-5).
Questo non era solo un segno di coraggio, ma di leadership autentica, quella che non esita ad affrontare le difficoltà per amore del Vangelo.
E ricordi cosa fece Priscilla a Efeso? Non si limitò a ospitare Apollo (un predicatore che aveva bisogno di qualche “lezione extra”), ma lo istruì e lo corresse con pazienza e saggezza, guidandolo verso una comprensione più profonda del Vangelo (Atti 18:24-26).
In altre parole, Priscilla era un vero pastore. Era più che una insegnante o una leader di chiesa domestica. Era una pioniera, che ha contribuito a costruire le fondamenta del cristianesimo, e la sua influenza ha ripercussioni ancora oggi.
Se fosse stata un uomo, nessuno avrebbe mai messo in discussione la sua leadership. Ma Priscilla ci ricorda che la grandezza non ha genere. La sua passione, il suo coraggio e la sua dedizione al Vangelo sono ciò che la rendono una figura indimenticabile e unica nella storia della chiesa.
Lidia
In un’epoca in cui la chiesa si riuniva solo nelle case della gente, diverse donne erano riconosciute come leader della chiesa. Priscilla era una di queste; Lidia era un’altra. C’è scritto molto poco di Lida ma in 4 versetti emerge una figura ben precisa.
La sua storia si trova in Atti 16:13-15, un capitolo che racconta eventi significativi, come la liberazione di una donna posseduta da uno spirito di divinazione e la conversione del carceriere di Filippi. Tuttavia, tra tutti questi episodi, Luca sceglie di nominare solo Lidia, suggerendo che il suo contributo al Vangelo è stato davvero speciale.
Dopo aver ascoltato il Vangelo ed essersi battezzata, Lidia non si limita a restare passiva: prende un’iniziativa e insiste affinché Paolo e i suoi compagni si fermassero a casa sua.
Se avete giudicato che io sia fedele al Signore, entrate in casa mia e alloggiatevi”. E ci costrinse ad accettare (Atti 16:15)
Una donna che costringe degli uomini ad entrare in casa sua? Strano, no?
Ma Lidia era una donna molto caparbia. Luca non la identificata mai tramite un marito o un padre, ma attraverso il suo lavoro: “una commerciante di porpora di Tiatiri” (Atti 16:14). Questo ci dice tanto su chi fosse. Commerciare porpora era un’attività ben remunerata, quindi Lidia era probabilmente una donna in carriera, single o vedova, capace di prendere decisioni autonome. Lidia emerge come una figura atipica per quel tempo: indipendente, intraprendente e con una posizione sociale ed economica solida.
L’aspetto davvero sorprendente, però, è il coraggio che dimostra. Dopo che Paolo e Sila vengono arrestati, Lidia non solo li ospita di nuovo a casa sua (Atti 16:40), ma lo fa in un contesto che avrebbe potuto comportare conseguenze legali e sociali.
22 La folla insorse allora contro di loro; e i pretori, strappate loro le vesti, comandarono che fossero battuti con le verghe. (Atti 16:22-23)
Questo dimostra quanto fosse determinata nella sua fede. La sua casa diventa così il primo punto di incontro per la chiesa cristiana in Europa.
In poche parole, Lidia non era solo una donna di grande fede, ma una leader che sapeva prendere in mano la situazione con coraggio e determinazione. E la sua casa, più che un semplice rifugio, diventa un simbolo di ospitalità, coraggio e fede viva
Quanto più oggi
Priscilla, Lidia e Cloe sono solo alcune delle donne che hanno avuto un impatto enorme nel cristianesimo primitivo. Anche senza il titolo formale di “pastore”, hanno esercitato ruoli di leadership, insegnamento e cura spirituale.
Se sono riuscite a farlo in una società così patriarcale, quanto più dovrebbero essere accettate oggi le donne nel ministero?
Quindi, la prossima volta che qualcuno dice che le donne non possono essere pastori, ricordati di queste donne straordinarie che hanno lasciato un segno indelebile nella storia della chiesa!